Candele a Candelara, Ricci: "Numeri da paura, ormai è parte della nostra identità" - FOTO

PESARO – «Numeri da paura: ditemi in giro per l'Italia quante altre manifestazioni del genere macinano questi dati», si chiede Matteo Ricci, scorrendo il consuntivo di Candele a Candelara.
Il bilancio stilato dalla Pro Loco mette in fila più di 47mila visitatori, quasi mille camper e 330 pullman. Con una macchina di 200 volontari e «in 2mila rimasti fuori per la troppa affluenza il sei dicembre. Ma abbiamo dovuto chiudere gli ingressi per garantire la sicurezza – spiega il presidente Pierpaolo Diotalevi – dentro c'erano 6mila persone, di più non era possibile. E pensare che, dodici anni fa, siamo partiti quasi per scherzo». Il volontariato, insomma, «ha costruito un pezzo di economia: «Un risultato che andrebbe studiato sul lato sociale», commenta il sindaco. Anche perché, alla fine, «si tratta sempre di lavoro, portato nel territorio in un momento ancora difficile. Lo sforzo è crescere sui servizi e sul turismo. Negli ultimi anni siamo diventati più attrattivi: con Candele a Candelara si è creato quel movimento invernale che non c'era. E ora il mese di dicembre è diventato tra i più interessanti».

Onda lunga. Così si è rilanciato in prospettiva: «Per la prima volta abbiamo comunicato il cartellone del 2016 a chi c'era. E abbiamo adeguato la città, con la piazza e il resto, perché c'era un biglietto da visita da lasciare. Andremo avanti: le cose non vengono mai per caso. Abbiamo dimostrato che ce la possiamo fare: senza Candele a Candelara, non ci sarebbe stata la notte di San Lorenzo. Senza gli eventi estivi, non sarebbe arrivata la piazza di Natale. C'è un lavoro mirato sulla strategia pubblico-privato e sulla programmazione. E le cose sono destinate a migliorare: sempre più soggetti esterni guarderanno a Pesaro, in futuro, per organizzare manifestazioni. Lo abbiamo visto di recente anche con la Coppa Davis». Nel frattempo, visto che il tema, insieme alla bici e alla musica, è diventato «elemento caratterizzante» del territorio, «i turisti che arriveranno a Pesaro troveranno in cima alle lista dei gadget da portarsi a casa, insieme a Rossini, le candele con il nostro city brand. Ci lavoreremo sopra».
Le voci. Osserva il direttore artistico Piergiorgio Pietrelli: «La soddisfazione? È sentirsi dire: 'Non conoscevamo Pesaro, ci torneremo'. Finalmente, con Candelara, si parla di mercatini natalizi nel Centro Italia. Siamo pronti anche per la notte di San Lorenzo: la macchina è oliata. E sui camper ci auguriamo che nascano aree attrezzate in città. Che purtroppo per ora mancano». La Via dei Presepi, intanto, rimarrà aperta fino al sei gennaio: «C'è una continua richiesta di iniziative per Natale e Capodanno». Di qui, l'auspicio del presidente Apa Fabrizio Oliva: «Anche la stagione invernale sarebbe da allungare, almeno fino all'Epifania. Il mese di dicembre è il più ricco per gli albergatori nella bassa stagione. Merito dei weekend di Candelara. E anche del capodanno in Riviera: sta tornando di moda. Quasi tutte le strutture faranno il pieno, anche a Pesaro: è una tendenza che quest'anno si è accentuata. Gli eventi messi in campo aiutano». Chiude il presidente Aspes, Luca Pieri: «Evidente il cambio di passo sul turismo. Lottiamo per intercettare manifestazioni, c'è un coordinamento maggiore rispetto al passato. Lo percepiscono anche gli operatori del settore. Noi continueremo a dare il nostro contributo».








15.12.2015 | 15.50


 

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