Tornano le castagne nei boschi marchigiani - VIDEO

Tornano le castane nei boschi marchigiani dopo un 2014 che aveva fatto segnare il minimo storico della produzione, tra attacchi del cinipide, il parassita cinese che fa seccare gli alberi, e maltempo. Ad affermarlo è la Coldiretti Marche in occasione dell’avvio della raccolta segnato da feste e manifestazioni. L’aumento stimato della produzione è di circa il 20 per cento, anche se la situazione varia considerevolmente da territorio a territorio.
Se nell’Ascolano si registra un buon raccolto in alcune zone e medio o scarso in altre, nel Montefeltro il bilancio è sicuramente positivo, considerato che lo scorso anno la produzione era stata praticamente azzerata. A pesare sulla ripresa è stata anche l’attività di lotta al cinipide attraverso i lanci del suo nemico naturale, il parassitoide Torymus sinensis, che ha dato risultati positivi, pur se saranno necessari anni per ritornare ad un livello produttivo degno della tradizione regionale che trenta anni fa era il triplo di quella attuale.

Secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat, nelle Marche sono 850 gli ettari di castagneti in produzione, curati da circa 540 aziende. La maggior parte dei castagneti da frutto (ben il 94 per cento) si trova nell'Ascolano, davanti al Maceratese (4 per cento), mentre le altre tre province (Fermo, Pesaro, Ancona) rappresentano assieme il restante 4 per cento. Tre sono i tipi di castagne presenti nell'elenco ufficiale dei prodotti agroalimentari tradizionali: marrone del Montefeltro, marrone di Acquasanta Terme e marrone di Roccafluvione.

Nonostante il ritorno delle castagne locali, denuncia la Coldiretti Marche, resta il rischio di trovarsi nel piatto, senza saperlo, castagne straniere provenienti soprattutto dalla Spagna, dal Portogallo, dalla Turchia e dalla Slovenia, con le importazioni che a livello nazionale nel giro di due anni sono quasi triplicate in valore, passando dai 38,7 milioni di euro in valore del 2012 ai 67,8 milioni di euro del 2013 fino ai 95,3 milioni del 2014. Da qui la richiesta di Coldiretti di assicurare più controlli sull’origine delle castagne messe in vendita in Italia per evitare che diventino tutte, incredibilmente, tricolori.

Meglio allora frequentare i mercati degli agricoltori di Campagna Amica o le sagre in programma in questi giorni dove è possibile fare buoni acquisti di alta qualità oppure rivolgersi direttamente alle imprese agricole. Il castagno  riveste un ruolo importante in molte aree collinari e montane del nostro Paese, non solo per la produzione di frutti e legno, ma anche per il presidio del territorio e per la salvaguardia dell’assetto ambientale e idrogeologico.


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23.10.2015 | 11.40

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